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Musica nel centro estetico? C’è un’alternativa alla SIAE

Nel 2008 la Commissione Europea ha confermato che la concorrenza oltre i confini per il collecting di royalty e le licenze musicali nell’Unione Europea è possibile e consigliata. Questo significa che ogni fruitore di musica può comprare una licenza per trasmettere musica proveniente dalla società nazionale o internazionale di sua scelta, e che ogni artista, editore o etichetta può essere rappresentato dalla società di collecting che più si adatta alle esigenze del singolo. Quasi una rivoluzione per il sistema italiano, bloccato dal monopolio SIAE, sia per quello che riguarda i compensi a autori e musicisti, sia per quello che riguarda la distribuzione e trasmissione di musica.

Come i proprietari di centri estetici ben sanno, ogni esercente commerciale che trasmette musica d’ambiente nel proprio locale deve stipulare un abbonamento per il pagamento del compenso per i diritti spettanti alla SIAE e per i diritti fonografici (diritti connessi discografici o compenso SCF), ovvero quei diritti dovuti al produttore fonografico (casa discografica/etichetta) per la registrazione discografica. Il compenso per questi diritti è obbligatorio qualunque sia il mezzo utilizzato: radio, TV cd, cassette, playlist caricate su computer, server o database, radio in store, ritrasmissioni radiofoniche e televisive, oppure sistemi appositamente installati (neanche l’abbonamento a Spotify, un servizio di streaming musicale disponibile sia in modalità gratuita che in abbonamento mensiel, ci esenta dal pagamento di queste tasse). Il costo dell’abbonamento dovuto varia ogni anno in base a diversi fattori, come per esempio la tipologia dell’esercizio commerciale, i mq di superficie dei locali, etc.

Ci sono alternative? In seguito alla sentenza della Commisione Europea del 2008 qualcosa si è mosso. Per esempio è possibile stipulare affidarsi a società alternative Siae con società come Soundreef, una start-up anglo-italiana che vende licenze musicali transfrontaliere, e quindi autorizza le aziende all’utilizzo di musica per conto dei propri associati. Cosa vuol dire? Che Soundreef ha un sistema di gestione di diritti musicale alternativo alla SIAE e che quindi gli utenti che usufruiscono dei suoi servizi non devono pagare oneri né alla SIAE né a SCF.

Su Soundreef c’è un’offerta dedicata anche ai gestori di piccoli esercizi, con tanto di rilascio di certificato che attesta l’iscrizione al servizio e quindi esonera dal pagamento di SIAE o SCF.

1 commento su “Musica nel centro estetico? C’è un’alternativa alla SIAE”

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