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Il GDPR e la privacy, un anno dopo

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È passato quasi un anno da quando è entrato in vigore il regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) dell’Unione Europea. Come abbiamo raccontato l’anno scorso l’obiettivo di questa normativa è quello di aiutare i cittadini europei a controllare i propri dati personali e il modo in cui vengono raccolti, condivisi e utilizzati.

Il GDPR e la privacy: multe e sanzioni un anno dopo

Il lancio del GDPR ha rappresentato un importante cambiamento per tutte le società che lavorano con i database ma anche per quelle che gestiscono piccoli archivi con i dati dei clienti. In base al GDPR, sono stati apportati aggiornamenti significativi su strumenti orientati al marketing come i cookie dei siti web e le iscrizioni alle newsletter.
Le aziende hanno dovuto rielaborare i loro sistemi per garantire la trasparenza sull’archiviazione dei dati, il trattamento dei dati sensibili e l’identificazione del personale che può accedervi.
Se da un lato questo ha significato un lavoro notevole di adeguamento notevole, dall’altro ha sicuramente offerto delle opportunità per creare un rapporto di fiducia con i contatti dei nostri database, offrendo visibilità e trasparenza sul modo in cui i dati vengono utilizzati.

Ovviamente per chi non si è adeguato sono partite già le prime multe: la più onerosa finora è stata quella di 400 mila euro per una struttura ospedaliera portoghese dove si sono riscontrate irregolarità nell’accesso ai dati personali e sanitari (in pratica tutto il personale poteva visionare tutte le cartelle dei clienti). Sanzioni più piccole sono state emesse in Austria, dove per esempio, è stata multata con una sanzione di 4 mila euro un’azienda che utilizzava il sistema di video sorveglianza in maniera scorretta, puntando le telecamere sulla superficie esterna al perimetro aziendale, senza motivazione e senza alcuna informativa per i passanti.

Sicuramente questa maggior tutela ci rassicura, ma come imprenditori ci ricorda che la stessa premura va usata nei confronti dei dati dei nostri clienti. Voi siete in regola con il GDPR privacy?

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