Vendere in estetica… ecco i dati del mercato

vendere in estetica

Siete andate al Cosmoprof? Noi no, ma ci siamo studiati un po’ di materiali di quelli che piacciono a noi con numeri e grafici e abbiamo tirato fuori un estratto con quelle che ci sono sembrate le cifre più interessanti. Eccole qua!

Iniziamo con una buona notizia: il rallentamento dei consumi del beauty degli scorsi anni è superato. Gli italiani ritornano a spendere in prodotti cosmetici e il comparto industriale nazionale registra dati record nelle esportazioni. Il fatturato globale supera per la prima volta i 10 miliardi di euro, con un incremento del 6,5% in un anno. Le esportazioni sono cresciute del 14,3% e i consumi interni del 2,2%. Lo ha comunicato il Centro Studi dell’associazione nazionale delle imprese cosmetiche Cosmetica Italia.

Ma tutto questo come incide nell’economia del centro estetico? Ecco la cattiva notizia: per niente. I centri estetici infatti risentono della scarsa risposta dei consumatori che hanno diradato le frequentazioni provocando una flessione sia nel numero dei servizi sia nei trattamenti, con evidente impatto sulle cifre relative alla vendita di cosmetici. La contrazione del 3,3% nel primo semestre 2015, e del 3,2% nel secondo semestre 2015 e il calo 3,2 punti previsto per i primi mesi del 2016, portano il valore del mercato a poco meno di 230 milioni di euro, con una tendenza però, per fortuna, al rallentamento dei trend negativi.

Secondo l’analisi del Centro Studi Cosmetica Italia a condizionare il canale di vendita dell’estetica contribuiscono nuove realtà di distribuzione aggressive e di dubbia provenienza; il Centro Studi non fornisce ulteriori dettagli su queste nuove realtà, la nostra interpretazione è che si parli del fenomeno sempre costante dell’abusivismo e dei nuovi canali di vendita del web (e non facciamo riferimento agli shop online ma piuttosto ai gruppi di acquisto su Facebook e alle venditrici scatenate che hanno fatto del social network il loro canale di promozione). Sarà per questo che il settore della vendita diretta a domicilio e per corrispondenza continua a segnare trend superiori agli altri canali: la crescita è di 2,7 punti percentuali nel secondo semestre 2015.

Questo dato però non giustifica una ormai nota stagnazione del settore che contribuisce da tempo alla flessione del vendere in estetica:  l’incapacità del settore di aggiornare e ridisegnare la propria identità, sfruttando le opportunità date dalle nuove tecnologie, qualificando i servizi offerti, creando un ambiente piacevole e curato. Restano inoltre ancora presenti le difficoltà di ricambio generazionale e imprenditoriale che si riscontrano in tutto il settore.

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1 comment

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